50ª Manifestazione Giovani Alfieri e Tamburini
13 settembre 2025
TAMBURINO
Gabriele Vischi
ALFIERI
Francesco Chiaroni
Filippo Ricci
TAMBURINO
Vittorio Leone Butini
ALFIERI
Giorgio Civai
Dario Fontana
TAMBURINO
Ettore Gotti
ALFIERI
Francesco Fontani
Luca Vissani
TAMBURINO
Daniele Benvenuti
ALFIERI
Pietro Benvenuti
Martino Zappa
TAMBURINO
Ettore Maffei
ALFIERI
Giacomo Fantuzzi
Pietro Ierardi Picchiotti
TAMBURINO
Massimo Manganelli
ALFIERI
Vanni Brocchi
Giulio Flamini
TAMBURINO
Mario Addis Tayework
ALFIERI
Giovanni Fumi Cambi Gado
Giole Panti
TAMBURINO
Edoardo Cecchi
ALFIERI
Tommaso Gentilini
Pietro Corsini
TAMBURINO
Giovanni Manasse
ALFIERI
Sebastiano Cortonesi
Elia Valletta
TAMBURINO
Andrea Paganini
ALFIERI
Belli Mirko
Duccio Bruttini
TAMBURINO
Gabriele Bocci
ALFIERI
Lorenzo Onorati
Alessandro Boccini
TAMBURINO
Davide Carnasciali
ALFIERI
Paolo Trecci
Alberto Nencioni
TAMBURINO
Lorenzo Tansini
ALFIERI
Nicolò Destro
Matteo Furi
TAMBURINO
Riccardo Sestini
ALFIERI
Gianmarco Luddi
Diego Picchiotti
TAMBURINO
Pietro Lucherini
ALFIERI
Leonardo Bandini
Ying Fa Tizzoni
TAMBURINO
Matteo Lippi
ALFIERI
Andrea Galasso
Vieri Partini
TAMBURINO
Filippo Menotti
ALFIERI
Alessio Benincasa
Massimo Picchiotti
COMMISSIONE
Alfieri
Scarpelli Alessandro
Bernardi Paolo
Gessani Aldo
Tamburini
Guideri Cesare
Dami Antonio
Sani Matteo
Membro Contrada della Torre
Monciatti Andrea
Essere giunti alla Cinquantesima edizione della Manifestazione Giovani Alfieri e Tamburini delle Contrade e ripercorrere con la memoria le tappe di quello che, in modo familiare e confidenziale, chiamiamo da sempre “Minimasgalano”, conduce a qualche giusta e meritata riflessione. In primo luogo, appare evidente la felice intuizione che tre Contradaioli (Vittorio Bocci, Lucia Giabbani Bocci e Ferrer Mirolli) ebbero ormai molti anni fa per celebrare l’importante anniversario dei 50 anni della Società Elefante: onorare quel traguardo con una manifestazione che coinvolgesse tutte le Consorelle, senza distinzione alcuna, e soprattutto mettendo al centro le nuove generazioni. Obiettivo pienamente riuscito, specialmente se consideriamo il fatto che la Contrada della Torre – tramite il suo Gruppo Piccoli – è sempre rimasta fedele all’impegno assunto nel lontano 1973. Oggi il Minimasgalano è un’importante realtà, pienamente inserita nel calendario contradaiolo e attesa dai ragazzi di tutte le Contrade. Ed è anche un banco di prova per coloro che un giorno saranno chiamati a rappresentare i propri colori durante il Corteo Storico. In questo, il Minimasgalano è una piccola scuola di vita intercontradaiola, la prima esperienza di fronte a coetanei con i quali stabilire saldi legami e durature amicizie in uno scambio di conoscenze e abilità, anche tecniche, che contribuiscono a formare le varie scuole di bandiera e di tamburo.
Una parola, doverosa, per la committenza dell’opera che andrà in premio alla Contrada vincitrice che è offerta quest’anno dalla Fondazione Artemio Franchi, ovviamente strettamente legata alla nostra Contrada per la memoria e la commozione che ogni volta suscita il nome del nostro indimenticato Capitano.
Grazie quindi a Francesco Franchi per aver voluto donare il premio del 2025. E grazie ad Alessandro e Laura Brocchi, autori dell’opera, che completano in modo ottimale un Minimasgalano “fatto in casa”.
Sono grato quindi al Gruppo Piccoli della Contrada della Torre per aver voluto sottolineare l’importanza di questa manifestazione con un’edizione speciale che tenesse collegato il ricordo delle passate edizioni con il futuro che il Minimasgalano sicuramente avrà e che ampiamente merita. Buon divertimento e buona fortuna a chi parteciperà come alfiere o tamburino e un grazie riconoscente a coloro che si occupano di insegnare a questi giovani la difficile arte di “battere il tamburo e armeggiare la bandiera”.
Massimo Bianchi
Priore della Contrada della Torre
Il giglio e la verbena
La scultura che Laura e Alessandro Brocchi hanno ideato e realizzato come premio per la 50° edizione della Manifestazione Giovani Alfieri e Tamburini è un’opera che presenta diversi livelli di lettura.
Il primo, il più immediato, porta l’osservatore a fissare il proprio sguardo su due elementi che danno il titol all’opera stessa: il giglio e la verbena. Questi due elementi richiamano in maniera forte quanto immediata le due ‘patrie’ di Artemio Franchi. Il premio è infatti offerto dalla Fondazione Artemio Franchi Onlus che intende contribuire al processo di sviluppo dell’etica nello sport italiano ed alla crescita sociale e civile del paese.
Il giglio e la verbena rappresentano il fulcro attorno al quale l’intera opera si sviluppa. Realizzati ‘al vero’ in ferro forgiato e rame, fanno da sfondo a una bandiera in rame, anch’essa modellata a caldo, che sembra muoversi nel vento, circondando come in un abbraccio l’elemento centrale della scultura: la sagoma dorata di Artemio Franchi, che sembra andare incontro all’osservatore in quella posa tanto familiare a chi lo ha conosciuto.
Ma l’opera è assai complessa, sia per l’aspetto tecnico di realizzazione, sia soprattutto per il suo significato simbolico. Assomma in sé tanti elementi, ciascuno con un richiamo importante alle passioni di Artemio Franchi.
E allora la base dell’opera è un elemento circolare che in questa forma richiama il tamburo, colonna sonora dei periodi senesi di Franchi capitano ma soprattutto orgoglioso contradaiolo della Torre.
La base è decorata con gli elementi iconografici richiesti dal Regolamento, la dicitura 50ª Manifestazione Giovani Alfieri e Tamburini, lo stemma ufficiale della Contrada della Torre e quelli delle 17 Consorelle che gli autori hanno scelto di rappresentare attraverso il loro bestiario. E sul bordo sono riportate la dedica e la data.
Tra gli elementi simbolici che rendono così significante quest’opera è anche una piccola porzione di rete, proveniente dalla porta di un campo da calcio caro ad Artemio Franchi: un rimando a un’altra delle sue grandi passioni, il calcio, che viene richiamato anche dalla forma circolare della base del premio che ricorda quella del pallone.
Si tratta quindi di un’opera che contiene elementi che riportano alle tante passioni di una grande persona, che ha lasciato un ricordo colmo di affetto e ammirazione in coloro che l’hanno realizzata.
La Fondazione Artemio Franchi, con sede a Firenze, è stata costituita senza fini di lucro il 13 maggio 1985, su impulso del Lions Club Firenze, della Famiglia Franchi e del Presidente Cestani della Lega di Serie C, per ricordare la figura di Artemio Franchi, da tutti riconosciuto come il più grande dirigente del calcio italiano, scomparso prematuramente nel 1983 all’età di 61 anni dopo aver ricoperto le cariche di presidente della FIGC, presidente dell’UEFA, vicepresidente della FIFA, e dopo aver contribuito nel 1959 alla
costituzione dell’attuale Lega Pro.
Personaggio di grande levatura umana, Artemio Franchi legò fortemente la propria attività dirigenziale all’applicazione dei valori etici al mondo del calcio, con attenzioni particolari rivolte alla formazione dei giovani.
Un messaggio fondamentale del quale la Fondazione Artemio Franchi, oggi presieduta dal figlio Francesco, si è fatta negli anni portavoce organizzando con continuità iniziative mirate alla promozione della cultura calcistica: convegni e pubblicazioni, studi e ricerche, borse di studio, premi di laurea, riconoscimenti a personalità che si sono distinte nella loro diversa attività nel panorama calcistico italiano e internazionale.
Tra queste iniziative, ricordiamo il Premio Siena (ultima edizione nel 2010), una delle più importanti manifestazioni sportive in ambito federale, nato nel 1973 grazie a Loris Guiggiani per concludere degnamente la stagione sportiva premiando gli arbitri della sezione senese e diventato nel 1984 premio Artemio Franchi dopo che a seguito della morte di quest’ultimo la sezione arbitri AIA di Siena chiese alla Figc di intestare tale Premio alla sua memoria.
Altra iniziativa molto importante è il Premio di Laurea “Artemio Franchi” svolto in collaborazione con la Lega Pro e l’Università degli Studi di Firenze (giunto quest’anno alla sua XV edizione), un percorso ultraventennale che ha coinvolto professionisti ed esperti
del mondo del calcio, docenti di diversi atenei italiani e migliaia di laureati che hanno sottoposto alle giurie delle varie edizioni dei lavori di tesi di rilevante qualità ed espressione delle più diverse discipline nelle quali si esprime il sapere e si sviluppano le competenze utili al mondo del calcio.
La Fondazione Artemio Franchi partecipa inoltre da qualche anno al Torneo Ballerini, torneo riservato alle varie categorie della scuola calcio che vede la presenza di molte squadre con anche ragazzi inclusivi e il settore femminile. Torneo giocato senza classifiche ufficiali e con un sano confronto sportivo dove la primaria finalità è quella di divertirsi e fare amicizia, con fair play e rispetto delle regole.
Inoltre, la Fondazione partecipa a molte altre iniziative, tutte sempre tese a ricordare l’uomo che era Artemio Franchi e a promuovere sempre l’etica nel modo dello sport e in particolare in quello calcistico.