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1923, nasce la Società Elefante

La Società Elefante nasce nel 1923 su iniziativa di cinque contradaioli, Alvaro Bellaccini, Fortunato Bidossi, Pietro Migliorini, Italo Mugnaini e Guido Sani, che si impegnano con altri torraioli quali Gino Garuglieri, Luigi e Ottavio Rosini per “istituire una società che a scopo morale e ricreativo riunisca quei torraioli di sani principi civili e politici che amano dare più direttamente la loro attività al bene e al vantaggio della propria Contrada”.

L’inaugurazione avviene il 14 settembre 1923 nei locali posti sotto l’oratorio di San Giacomo maggiore. Il primo Presidente della Società è Monsignor Carlo Biagi, Vicario della Contrada.

All’inizio del Novecento sono attive nel rione anche altre Società come La Farfalla, con sede nel Rialto, Il Fiasco Rotto, nel vicolo della Fortuna, e successivamente il Circolo Rionale Spadaforte, associazione sportiva che si riunisce in alcuni locali nel vicolo del Vannello. Tra la fine degli anni Venti e gli inizi degli anni Trenta confluiscono nella Società Elefante.

Durante il periodo fascista l’Elefante, come altre organizzazioni dell’epoca, aderisce all’Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.), organo del regime che ricomprende tutte le forme di associazionismo.

In questi anni la Società Elefante cambia il suo nome dapprima in Circolo Rionale Elefante e poi, dal 1940 al 1944, in Dopolavoro Italo Balbo, dal nome del gerarca fascista che la Contrada nomina Capitano onorario nel 1934.

Durante la seconda guerra mondiale i locali della Società rimangono sempre aperti; il 9 maggio del 1941 vi viene organizzata la Festa del soldato alla quale partecipano più di cento militari.

Alla fine della guerra riprendono vita le associazioni politiche, culturali, sportive e ricreative. Anche la Società Elefante, che nel frattempo ha recuperato il proprio nome originario, ricomincia la propria attività.

Accade inoltre…

Nel 1923, per l’Ottavario della Domenica in Albis, viene esposta l’immagine dell’Immacolata Concezione conservata nell’oratorio di Contrada.

Viene realizzata la sala delle vittorie che, inaugurata l’11 maggio 1924, viene intitolata a Giuseppe Partini.

Nel 1928 si ha il rinnovo dei costumi del corteo storico.

Nel 1931 inizia il risanamento di Salicotto e due anni dopo si inaugura un primo gruppo di case ricostruite.

La Torre vince il Palio del 16 agosto 1939, che viene festeggiato alla fine della guerra nel luglio 1945. Durante il secondo conflitto mondiale non vengono corsi Palii. La terra torna in Piazza nel luglio 1945.

La Torre vince il Palio del 16 agosto 1947. Nello stesso anno viene fondato il Comitato Amici del Palio.