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I dipinti

Sulle pareti della campata d’ingresso sono sistemati due dipinti:

uno di Aurelio Martelli (1644-1721), detto “il Mutolo”, pittore senese attivo nella seconda metà del Seicento raffigurante San Giacomo con un infermo e Santi (a destra),

l’altro di Deifebo Burbarini (1619-1680) che mostra Gesù e San Giacomo in gloria.

La campata centrale ospita i due altari laterali:

in quello di destra è posto il dipinto di Giovanni di Lorenzo che raffigura la Beata Vergine immacolata fra i Santi Giacomo e Cristoforo (1545), arricchito da un tabernacolo ligneo intagliato e dorato, opera dello scultore Pasquale Leoncini (1876),

nell’altare laterale sinistro è collocata una tela di Aurelio Martelli, Sant’Anna, la Madonna con bambino e San Giovannino (1700 circa).

Nella terza campata, che precede il presbiterio, sono poste:

a destra la tela di Francesco Mezzetti San Giacomo che risana un infermo (1679),

a sinistra Cristo e San Giacomo di Deifebo Burbarini (XVII secolo).

La parete che introduce al presbiterio si apre con un arco trionfale portato da due pilastri addossati; alla sommità è apposto un cartello, sotteso da festoni, con la frase “Coronavit eum Dominus”.

Nella parete destra del presbiterio, sopra la porta che conduce alla sagrestia, si trova una delle opere più celebri di Rutilio Manetti, la Crocifissione, eseguita verso il 1625, dove l’artista mostra uno stile del tutto personale accendendo con drammatiche luci caravaggesche gli intensi panneggi cromatici delle figure ai piedi della croce. Il dipinto proviene dalla Certosa di Maggiano.

La tela d’altare, raffigurante il Martirio di san Giacomo, fu eseguita nel 1605 da Rutilio Manetti. I colori sono molto più vivaci che nell’altro dipinto (la crocifissione) in quanto Manetti dipinse questo quadro prima dell’incontro con Caravaggio.

L’altare maggiore è caratterizzato da un paliotto ligneo dorato, eseguito a intaglio da Antonio Manetti nel 1851. La scena centrale mostra San Giacomo condotto a morte che risana un infermo. Nelle due storie laterali, applicate sui piedistalli delle colonne, Iosia pronuncia la condanna a morte di san Giacomo (a sinistra), e San Giacomo compare a un pellegrino incredulo (a destra).