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Il plastico di salicotto

All’inizio del Novecento a motivo del sovraffollamento delle vecchie abitazioni del Ghetto e di Salicotto, causa del diffondersi di malattie come la tubercolosi e il tifo, fu progettato di risanare il rione. Nel 1930 iniziò l’opera di demolizione e la successiva ricostruzione dei fabbricati: una parte di Siena venne così a scomparire per sempre.
È ancora possibile avere un’immagine della struttura originaria del rione prima del risanamento attraverso il ‘plastico’ conservato nell’archivio della Contrada. Si tratta di un modello in gesso, in scala 1:100, del quartiere di Salicotto realizzato nel 1929 da Pedano Pedani e Vittorio Zani su incarico del Comune, quale studio di fattibilità per la Commissione che avrebbe dovuto occuparsi della realizzazione del risanamento edilizio dell’intero rione.
L’estrema precisione dei due artisti nella resa dei particolari fa sì che oggi il plastico, al di là dell’indubbio interesse urbanistico e artistico, costituisca una fonte storica unica e di fondamentale importanza.