Da sempre noi senesi ci portiamo addosso i colori della nostra Contrada.
Nei secoli passati erano piccoli pezzi di stoffa colorata, portati al collo o ai fianchi, in seguito sostituiti da nastrini e poi da coccarde.
Nel Novecento si diffonde l’uso del fazzoletto, che diviene il simbolo dell’appartenenza contradaiola: in esso sono infatti rappresentati i colori e i simboli della Contrada.
La Contrada della Torre ha rinnovato il proprio fazzoletto nel 2003, presentando un disegno dell’artista torraiola Laura Brocchi.
Il precedente fazzoletto risale al 1989, opera di un altro artista torraiolo, Mauro Berrettini.
Vittorio Zani, torraiolo e artista indimenticato, ha invece realizzato nel 1966 il primo fazzoletto stampato a grande diffusione.
Va ricordato in quegli anni anche un ulteriore fazzoletto stampato, più piccolo, non realizzato direttamente dalla Contrada, che dal 1968 e per un decennio circa viene donato in occasione del battesimo contradaiolo.
Se questi fazzoletti, che tutti conosciamo e amiamo, ci hanno accompagnato in questi ultimi quattro decenni, la storia del fazzoletto torraiolo è assai più lunga. Il primo fazzoletto stampato di cui abbiamo notizia è quello raffigurato in una foto di contradaioli in gita a San Gimignano nel 1934. Alcuni Torraioli fanno però risalire la sua realizzazione alla fine degli anni Venti.
Si tratta di un fazzoletto di seta, di dimensioni 82 x 87 centimetri, stampato molto bene, con orlo cucito a macchina. Il disegno è di un giovane Vittorio Zani.
È interessante notare, inoltre, come il fazzoletto viene indossato in quegli anni: legato molto stretto al collo.
Tali fazzoletti stampati hanno introdotto l’uso del fazzoletto quadrato: la produzione seriale non consente infatti la realizzazione di un forma triangolare. Sempre a causa della produzione industriale le dimensioni si sono attestate su una misura di 80 centimetri di lato.
Un discorso diverso va fatto per il fazzoletto cucito e dipinto a mano.
Già dagli anni Quaranta ma ancor più negli anni Cinquanta si diffonde la moda del fazzoletto ricamato dalle bandieraie, in taffettà di seta, che per i costi elevati resta per molto tempo privilegio di pochi.
In seguito alla vittoria del 1961 si assiste però nella Torre a una discreta diffusione del fazzoletto ricamato. Interessante quello indossato in quell’anno da alcuni contradaioli: è in seta e la parte decorata è riportata manualmente a intaglio con punto bandiera, lo stesso metodo che viene usato appunto per confezionare le bandiere. È dipinto a mano, presumibilmente ad acquerello come le bandiere di quel periodo. L’elefante è rivolto verso sinistra, mostrando in questo particolare una scarsa attenzione all’araldica della Contrada.
L’uso di far realizzare fazzoletti ricamati a mano si afferma in maniera ancor più diffusa negli anni Novanta, grazie anche all’istituzione in Contrada della scuola di bandieraie organizzata da Marisa Daviddi.
Va ricordato, infine, il fazzoletto triangolare in uso tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Nato nel dopoguerra, un periodo caratterizzato da grande povertà, sono spesso realizzati in cotone, di forma triangolare per risparmiare sul tessuto, quasi sempre confezionati in casa.
Negli anni successivi, tuttavia, iniziano a essere realizzati anche in seta con nastrini bianchi e turchini cuciti sui cateti.
Questi fazzoletti vengono cuciti dalle donne della Torre e destinati ai “cittini”: sono infatti donati in occasione del battesimo contradaiolo fino a metà degli anni Sessanta.
In alcuni casi lo stemma è in cotone cucito a macchina, con il disegno in nero stampato. Il tutto è colorato poi sommariamente a mano, forse con acquarelli. In altri casi invece lo stemma è totalmente stampato e cucito sul fazzoletto a macchina a cordoncino.