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L'evoluzione storica della contrada

L’evoluzione storica della Contrada
La notizia più antica tra quelle conosciute sull’esistenza della Contrada della Torre risale al 1499, anno nel quale la Contrada partecipò a quella che si crede essere stata la prima caccia dei tori. Il nome con il quale si presentava era quello di Liofante o Lionfante, dall’animale che aveva come insegna, appunto un elefante. Essa riuniva le due antiche Compagnie militari di Salicotto di sopra e di Salicotto di sotto.
Dopo quella del 1499 il Liofante partecipò anche alle successive cacce.

Negli anni, intorno alle grandi macchine zoomorfe presentate dalla Contrada, si riunirono anche gli abitanti delle Compagnie militari di Rialto e di San Giusto, fino ad allora presenti sotto l’emblema della Contrada della Vipera, e quelli della Spadaforte.

Proibite le cacce dei tori, la Torre organizzò nel 1599 la prima bufalata nel Campo in occasione della ricorrenza del proprio Santo patrono San Giacomo, mettendo in palio una magnifica stoffa di velluto rosso. Si afferma così il colore della Contrada, quel rosso che è presente nella gran parte delle armi delle Compagnie militari che la compongono e che sul finire del Seicento diviene “rosso vinato”.
Nell’arco di cinquanta anni vennero corse trentacinque bufalate e in queste la Torre risultò vittoriosa per cinque volte.
In questo periodo la Contrada ottenne anche diversi riconoscimenti per aver presentato le migliori comparse negli spettacoli nel Campo, vincendo quattro masgalani.
Con l’affermarsi del Palio dei cavalli nella seconda metà del XVII secolo, la Contrada della Torre si mise in evidenza per un gran numero di vittorie riportate sul Campo.
Nella seconda metà del Seicento si oppose fermamente alla richiesta di correre il Palio avanzata dalla Contrada della Spadaforte, che da decenni non prendeva parte alle Feste e il cui territorio era stato ormai inglobato in parte dalla Contrada di Salicotto. L’episodio, che si concluse a vantaggio della Torre, mostra comunque quanto fosse ancora viva nella gente la memoria delle antiche Contrade e come gli appartenenti a tali Contrade, magari capeggiati dai rappresentanti delle Corporazioni delle arti come i battilana nel caso della Spadaforte, abbiano tentato sul finire del XVII secolo di riaffermare la propria presenza nelle Feste cittadine.
Proprio il ripetersi di questi episodi convinse la Governatrice di Siena, Beatrice Violante di Baviera, della necessità di definire la questione del numero delle Contrade e del territorio di pertinenza. Nel 1729 emanò il Bando sopra la nuova divisione e riforma dei confini delle Contrade della Città di Siena, fissando il numero delle Contrade in diciassette e “proibendo il ritrovarsi o il riassumersi” da allora in poi “di nuove Contrade”.

Le Compagnie militari

Le compagnie militari erano milizie civiche con compiti di polizia, tenute anche a fornire un contingente militare per la difesa del territorio. Il loro nome discende solitamente dalla chiesa, dalla strada principale o dal palazzo di una nobile famiglia situati nel territorio dove la Compagnia stessa si è formata.
Secondo l’attuale Statuto la Contrada della Torre si fregia delle insegne delle Compagnie militari di Salicotto di sopra, Salicotto di sotto, Rialto e Cartagine, San Giusto.
Va ricordata anche la Compagnia militare di Spadaforte, che da sola costituiva l’omonima Contrada, il cui territorio è stato in parte inglobato dalla Torre.