La Congrega è un’organizzazione di Contrada al servizio della stessa, il cui contributo è stato e continua a essere fondamentale, sia come apporto funzionale che come riferimento sociale e tradizionale.
La Congrega ha tra i propri obiettivi principali quelli di onorare i Torraioli che si sono distinti per l’intenso attaccamento alla Contrada e di mantenere, tramandare e rafforzare quei principi fondamentali che devono essere propri di ciascun contradaiolo: la fedeltà e il servizio alla Contrada, la cultura delle tradizioni, il rispetto degli anziani e il loro sostegno fisico e morale in caso di bisogno.
Per essere ammessi a far parte della Congrega è necessario presentare domanda, referenziata da almeno due Congregati. Sono inoltre richiesti alcuni requisiti: essere protettore della Contrada da oltre cinque anni, avere superato il quarantesimo anno d’età, non avere riportato provvedimenti disciplinari da parte della Contrada negli ultimi dieci anni e avere partecipato in maniera fattiva alle iniziative promosse dalla Congrega. Le norme sono definite dalla “Regola” (Statuto), la cui ultima approvazione è avvenuta il 26 maggio 2006.
Gli organi della Congrega sono l’Assemblea, costituita dalla coralità dei Congregati, e il Capitolo, che ha funzioni amministrative ed è composto di sette Congregati che sono chiamati a ricoprire gli incarichi di Rettore, Siniscalco, Gabelliere, Scritturale, Archivista e due Consiglieri.
Il Rettore pro tempore della Congrega de “La Paglietta” è Mauro Pesavento.
Al fine di ricordare e onorare il Congregato anche dopo la sua scomparsa, il Capitolo provvede alla realizzazione di un braccialetto che reca, nel piccolo scudo apposto nella parte anteriore, la dizione: Congrega “La Paglietta” e il nome del congregato.
La Congrega de “La Paglietta” nacque nel 1967 «per sorridere alla vita anche quando la vita non ti sorride e per testimoniare anche nei momenti difficili che l’amore per la Contrada non viene mai intaccato».
Ebbe origine, infatti, «come espressione d’orgoglio di un gruppo di contradaioli in risposta alla grande ingiustizia subita dal Commissario Padalino con la sospensione della Torre per due palii» per i fatti dell’agosto 1966 (intervista al Priore Enzo Balocchi, “L’Avvenire” 15.7.1972).
In Società le serate passavano senza quell’euforia che normalmente si avverte con l’avanzare della primavera. Un dopo cena l’argomento cadde sui costumi da rinnovare per il “giro”. Qualcuno ricordò che un tempo la comparsa era costituita da pochi elementi che vestivano pantaloni e camicia bianca, fusciacca rossa in vita e la classica paglietta in testa. Ovviamente con bandiere e tamburi.
L’idea di un contradaiolo di rievocare quell’antica tradizione prese immediatamente campo e la sera stessa iniziarono i preparativi. Nacque così il primo gruppo che, coordinato da Dino Barbagli e Rolando Rosini, riuscì lavorando alacremente a superare le difficoltà per trovare le pagliette, approntare le fusciacche e far cucire le divise.
Il 30 luglio 1967, tra lo stupore dei senesi, il corteo dei Torraioli che rientrava in Contrada era composto della comparsa nei costumi tradizionali e da trenta uomini, tutti “vecchi” alfieri e tamburini, vestiti in bianco e con la paglietta.
Fu un vero trionfo: la Congrega de “La Paglietta” aveva fatto così la sua prima apparizione.
Come scriveva Giulio Pepi su “La Nazione” del 1.8.1967, i Torraioli «hanno saputo superare ogni precedente. Pescando a cavallo fra Ottocento e Novecento, hanno anche cucito un’appendice ornamentale alla loro bella comparsa (70 uomini e tutti con costumi nuovi fiammanti) ripristinando, più che commentando, i gruppi in fusciacca e paglietta (30 uomini) che un tempo erano soliti portare il saluto della rispettiva Contrada ai protettori con l’accompagnamento della banda musicale. È stata una originalità felicissima […] da ripetere alla prima occasione».
E infatti questa iniziativa estemporanea non ebbe fine in quella calda domenica di luglio. I “fondatori”, pur fra alterne vicende, hanno avuto la costanza di dare continuità e vita a quest’aggregazione che ha ormai raggiunto il quarantesimo anno dalla fondazione e che continua a offrire quotidianamente il proprio contributo alla Contrada.