Nel 1872 era stata istituita tra i nativi e geniali della Contrada della Torre la Società di Mutuo Soccorso del Ventaglio, allo scopo di dare assistenza e aiuto economico e morale ai soci più bisognosi. Si curò di risolvere la problematica legata all’istruzione e all’alfabetizzazione della povera gente istituendo nel 1877 una scuola serale per gli operai del rione e più volte si interessò del problema delle abitazioni nel territorio della Contrada, sollecitando soluzioni da parte del Comune.
Con l’avvento del fascismo iniziarono, come per tutte le associazioni di mutuo soccorso e assistenza, le prime difficoltà e la progressiva decadenza. Il regime si contraddistinse infatti per una vasta azione di soppressione dei movimenti di libero associazionismo, favorendo la loro progressiva integrazione nel sistema fascista. Alla fine del 1933, a seguito del risanamento di Salicotto, la Società del Ventaglio si ritrovò priva della propria sede. Nell’occasione si iniziò a parlare di fusione con la Società Elefante ma la proposta venne accantonata. Il 31 dicembre 1935 venne infine sancito lo scioglimento della Società del Ventaglio. I soci donarono alla Contrada tutti gli oggetti e gli arredi: il paliotto della fondazione, la bandiera sociale, due bracciali, vario mobilio e un libretto di risparmio del Monte dei Paschi il cui ricavato veniva vincolato al mantenimento degli storici costumi della Contrada.
Con finalità assai diverse e prima ancora del Ventaglio, nella Torre esisteva già nel 1870 una società di “carattere intimo” chiamata La Tazza, il cui scopo era quello di provvedere al finanziamento della Contrada per la vincita del Palio. Non se ne trova notizia in verbali o memorie successive per cui riteniamo ebbe vita assai breve.
All’inizio del Novecento erano presenti nel territorio della Contrada anche altre associazioni: La Farfalla con sede nel Rialto, e Il Fiasco Rotto, nel vicolo della Fortuna. Durante i primi anni del ventennio fascista gli squadristi compirono violente incursioni nel giardino del Fiasco Rotto a causa delle idee dei soci di questo sodalizio non in linea con i principi che il partito al potere voleva imporre.
Discorso diverso va fatto per il Circolo Rionale Spadaforte che dedicò la sua principale attività all’organizzazione di spettacoli teatrali nella propria sede situata nel vicolo del Vannello e alla partecipazione a gare e manifestazioni sportive cittadine.
Tra la fine degli anni Venti del Novecento e il decennio successivo tutte le associazioni presenti nel rione confluirono nella Società Elefante.
Inaugurati il 14 settembre 1923, gli spazi della Società Elefante erano arredati con semplici tavoli, poche sedie, qualche panca e un bancone per la mescita delle bevande. La Società disponeva di due terrazze e di pochi locali: il tunnel, così chiamato perché era una stanza lunga e stretta, la sala delle feste e un piccolo locale detto stanza delle trottole. L’ingresso era dalla scala condominiale del palazzo di via Salicotto 80. Fino all’inizio degli anni Sessanta, sebbene interessati dai lavori per il risanamento di Salicotto, i locali della Società non subirono sostanziali modifiche.
Durante il periodo fascista l’Elefante, aderendo come altre organizzazioni dell’epoca all’Opera Nazionale Dopolavoro, cambiò la propria denominazione nel 1935 in Circolo Rionale l’Elefante e nel 1940 in Dopolavoro Italo Balbo, in onore del gerarca fascista Capitano onorario della Contrada.
Con la fine della guerra ripresero, anche se lentamente, le attività culturali, sportive e ricreative. Il 19 settembre del 1948 si tennero i festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario della fondazione dell’Elefante.
In questi anni la Società di Contrada svolse un ruolo particolarmente importante: costituì infatti il luogo di incontro e di socializzazione per tanti Torraioli e soprattutto per coloro che in seguito al risanamento del rione - progetto che aveva determinato grandi mutamenti nel tessuto sociale e contradaiolo di Salicotto - si erano dovuti trasferire in Valli o a Ravacciano.
Negli anni Cinquanta e Sessanta, la Società Elefante organizzò indimenticabili feste danzanti e veglioni a tema. Presto fu a tutti evidente l’inadeguatezza dei locali e conseguentemente la necessità di un loro ampliamento. Fu quindi predisposto un progetto, a firma di Pietro Ciampoli, che prevedeva “di sopraelevare la porzione di fabbricato affacciata su via del Sole con ingresso da via Salicotto 80, per esigenze di ampliamento e miglioramento dei locali della Società Elefante”. Si ottenne così un nuovo vasto ambiente: il salone delle colonne, cui si accedeva dall’ingresso posto lungo la scalinata esterna. L’inaugurazione si tenne il 22 settembre 1963.
Negli anni Sessanta l’Elefante rappresentò uno dei locali da ballo più conosciuti e frequentati della provincia. Sul palcoscenico si esibirono molti cantanti e complessi musicali famosi come Cocki Mazzetti, Wilma De Angelis, Bruno Filippini, Gianni Morandi, Johnny Dorelli, Nilla Pizzi, i Dik Dik, e i più noti complessi senesi, da I Delfini a Dumas Bazzani e i 5 Jana.
Moltissimi inoltre i veglioni organizzati in questi anni all’Elefante con allestimenti sorprendenti per l’epoca.
Nel 1968, nel corso dei lavori per la pavimentazione dell’oratorio, su progetto dell’architetto Pietro Ciampoli, venne ampliato il tunnel e resa più funzionale la sala bar della Società. Sulle pareti furono collocati grandi specchi: il tunnel diventò così la sala degli specchi. L’inaugurazione dei locali avvenne il 6 settembre 1969.
Le feste e gli intrattenimenti continuarono anche negli anni Settanta. In questi anni la Società Elefante si distinse anche per l’organizzazione di iniziative culturali come la mostra fotografica “La Siena del mi’ nonno”, che si svolse nei locali della Società dal 13 al 24 dicembre 1971.
Nel 1973, per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Elefante si tennero da settembre a dicembre numerosi eventi, tra i quali la prima edizione della “Manifestazione dei giovani Alfieri e Tamburini” e una tavola rotonda sul tema “Rapporto fra Contrada e Società di Contrada e società”.
Nell’estate 1976 l’Elefante organizzò la prima edizione del Mangia e Bevi, cui si aggiunse una versione invernale detta Mangia e Bevi della caccia.
Nel 1988 ebbe inizio anche l’appuntamento settimanale con il cenino in Società, dapprima il sabato, poi il martedì. Nello stesso anno il bancone del bar venne spostato dalla sala degli specchi al salone delle colonne, dove è restato fino ai lavori di ristrutturazione della Società del 2005.
A metà degli anni Novanta iniziarono, su progetto dell’architetto Andrea Brogi, nuovi lavori che però interessarono prevalentemente i locali museali. Gli interventi hanno toccato la Società solo per quanto riguarda la sala degli specchi, dove si è proceduto a rendere più stabile il solaio (parallelamente alle opere di consolidamento del pavimento dell’oratorio) ed è stato rialzato il pavimento per eliminare il dislivello esistente con l’attiguo salone delle colonne. Allo stesso tempo sono state spostate lateralmente le scale di accesso al pianerottolo che conduce alla terrazza, creando così lo spazio per un’ampia vetrata che affaccia sulla sala del sottostante museo.
Il 15 e 16 febbraio 1997 è stata organizzata la prima edizione di Milleluci, lo spettacolo canoro, destinato negli anni a essere ripetuto con grande partecipazione di pubblico, che prevedeva l’esibizione di contradaioli che imitavano gli artisti più in voga.
Le feste, le cene, le serate a tema e le sfilate di moda hanno caratterizzato anche i primi anni del nuovo secolo.
Nel 2002 l’acquisizione di alcuni locali in via Salicotto ha fornito l’occasione per una ristrutturazione totale dei locali della Società, iniziata nel marzo 2005. L’Elefante, pur con i lavori in corso, è restato sempre aperto, spostando di volta in volta le attività negli spazi liberi. E tra i lavori è giunta la vittoria del Palio del 16 agosto 2005.
In mezzo a tanto giubilo va ricordato un avvenimento che ha creato non pochi danni e un ulteriore aggravio nei lavori. Nelle prime ore del mattino del 26 ottobre 2005 i locali dell’Elefante e del museo della Contrada sono stati completamente allagati a causa della rottura di una tubazione in via Salicotto. I danni ingenti hanno interessato le infrastrutture e tutte le opere d’arte presenti nel museo e le monture, da quelle più antiche a quelle realizzate nel Duemila. Solo il Palio appena vinto è stato risparmiato perché ancora conservato nell’oratorio.
La risposta dell’intera Contrada è stata particolarmente decisa e i lavori sono continuati con ancor maggiore impegno tanto che, seppure non interamente rifiniti, i locali al piano della via Salicotto hanno iniziato a funzionare il 20 luglio 2006, pochi giorni prima dell’inizio del 31° Mangia e Bevi, e l’8 dicembre dello stesso anno si è tenuto nei nuovi locali il banchetto contradaiolo.
Intanto, nell’autunno 2006, il Regolamento della Società è stato sostituito dallo Statuto che prevede che tutti i contradaioli della Torre sono soci dell’Elefante.
Il 21 aprile 2007 i nuovi locali della Società sono stati ufficialmente inaugurati alla presenza del Priore Massimo Brogi, del Presidente Sergio Rinaldi e del Capitano Maria Aurora Misciattelli.
Gli architetti Massimo Bindi e Duccio Mancini hanno firmato un progetto organico che vede la nuova Società come ideale estensione della strada di Salicotto, luogo di incontro e di socializzazione. Per questo, il bar è stato trasferito nel locale lungo la via e reso accessibile anche dall’esterno attraverso grandi aperture, che consentono allo sguardo di giungere fino alla vallata sottostante.
L’ingresso alla Società ospita sulla parete di destra il pannello in pietra serena raffigurante la bandiera della Torre, realizzato da Mauro Berrettini per decorare la Fontanina del 1984. All’interno il bancone bar ha sul fronte un bassorilievo in rame sbalzato, opera di Laura Brocchi.
I nuovi locali sono improntati alla massima funzionalità e semplicità per poter meglio rispondere alle esigenze della Società: un ampio spazio accoglie il bancone e i tavolini del bar e un ulteriore salone sul retro, prospiciente il terrazzo, ospita la TV. Da qui parte anche la nuova scala di collegamento con il piano inferiore che, grazie a importanti interventi strutturali, è oggi un unico ambiente polifunzionale. Lungo la scala è stata posta un’opera di Alberto Inglesi.
Ancora una volta i locali della Società si sono dunque rinnovati grazie all’impegno di tanti Torraioli che la vivono e la considerano il punto di incontro tra generazioni diverse, unite tutte da un’unica grande passione: la Torre.